Altre Attività / Incontri

ArtWeek

L’arte come maschera, come interfaccia
con Carlos Amorales e Gabi Scardi
Lunedì 7 settembre, ore 18:30

Margini, cammini e ritrovamenti
con Adrian Paci e Giovanni De Lazzari
Martedì 8 settembre, ore 18:30

Incontri online / live streaming sul nostro canale Facebook
Info: eventi@fondazionepini.it

In occasione di ARTWEEK la Fondazione Adolfo Pini presenta due conversazioni d’arte sui temi del contemporaneo. Lunedì 7 settembre alle ore 18.30, L’arte come maschera, come interfaccia Carlos Amorales dialoga con Gabi Scardi. Martedì 8 settembre alle 18.30 Margini, cammini e ritrovamenti conversazione tra Adrian Paci e Giovanni De Lazzari. Gli appuntamenti online sono in diretta streaming sul canale Facebook di Fondazione Adolfo Pini.

La conversazione dal titolo L’arte come maschera, come interfaccia, tra Gabi Scardi e Carlos Amorales, artista messicano che con Fondazione Pini ha ideato il progetto site specific L’ora Dannata nel 2019, verte sul rapporto tra arte e attivismo. Negli ultimi mesi, sospinto dalla grave crisi vissuta anche dal suo paese a causa della pandemia Covid-19, l’artista ha realizzato un progetto che ha come fine la produzione e la distribuzione di migliaia di mascherine alle fasce più esposte al pericolo del contagio, come i lavoratori.

Nel secondo incontro dal titolo Margini, cammini e ritrovamenti, gli artisti Adrian Paci e Giovanni De Lazzari esplorano, attraverso il dialogo, le tematiche e i riferimenti condivisi nel loro pensiero e nella loro pratica artistica, approfondendo i riferimenti condivisi, così come i legami che sostanziano le loro ricerche. Giovanni De Lazzari con la Fondazione Pini ha realizzato il progetto Giorni Segreti: un dialogo inedito con le decorazioni e gli arredi della casa-studio, oltre che con i dipinti del pittore Renzo Bongiovanni Radice.

Carlos Amorales vive e lavora a Città del Messico. Ha studiato ad Amsterdam presso la Gerrit Rietveld Academie (1996-97) e ha proseguito gli studi alla Rijksakademie van beeldende kunsten (1992-95). Ha partecipato a residenze artistiche presso l’Atelier Calder di Saché (2012) e MAC / VAL, Vitry-sur-Seine in Francia (2011), e ha preso parte al programma Smithsonian Artist Research Fellowship a Washington, DC (2010). Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre individuali e collettive. Carlos Amorales ha rappresentato il Messico alla 57a Biennale di Venezia con il progetto Life in the Folds (2017). Per la Fondazione Adolfo Pini ha realizzato il progetto L’Ora Dannata (2019).

Gabi Scardi curatrice e critico di arte contemporanea. La sua ricerca si focalizza sulle ultime tendenze artistiche e sulle relazioni tra arte e discipline limitrofe. Ha lavorato con numerosi musei e istituzioni in Italia e all’estero, tra cui: Provincia di Milano; Pac, Milano; Museo del Novecento, Milano; Pirelli Hangar Bicocca, Milano; MAXXI, Roma; Biennale di Venezia; Royal Academy, Londra; Louisiana Museum, Copenhagen. Per la Fondazione Adolfo Pini ha curato le mostre Nasan Tur. Memory as Resistance (2017); Jimmie Durham. Labyrinth (2018); Carlos Amorales. L’ora dannata (2019); Stefano Romano. Monumenti Impermanenti (2019).

Giovanni De Lazzari ha studiato all’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo. Nel 2008 ha preso parte al XIV Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti di Como (visiting professor Yona Friedman). Insegna Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo e Pittura I alla NABA di Milano.  Le sue principali mostre collettive e personali sono, tra le altre: Grafèin, Scrivere il Segno. Complesso Museale Palazzo Ducale Mantova, La Galleria Arte Contemporanea, Palazzo del Capitano (a cura di/curated by Peter Assmann, Renata Casarin, Fabiola Naldi) 2018. Rapporti di Forza (a Ester) Ars, Bergamo (a cura di / curate by Luciano Passoni) 2017.Giorni Segreti, Syson Gallery, Nottingham (a cura di Sveva D’Antonio) 2015. Memorandum, Art House, Scutari, 2015. Per la Fondazione Adolfo Pini ha realizzato il progetto Giorni Segreti (2019).

Adrian Paci ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Tirana. Nel 1997 si trasferisce a Milano dove vive e lavora. Durante la sua carriera ha tenuto numerose mostre personali in varie istituzioni internazionali come: Galleria Nazionale d’Arte di Tirana, Prova(2019) Museo Novecento, Firenze (2017); MAXXI, Museo nazionale del XXI secolo, Roma (2015); MAC, Musée d’Art Contemporain de Montréal (2014); Padiglione d’Arte Contemporanea – PAC, Milano (2014); Jeu de Paume, Parigi (2013); The Center for Contemporary Art – CCA, Tel Aviv (,2009); MoMA PS1, New York (2006) e Contemporary Arts Museum, Houston (2005). Tra le varie mostre collettive, il lavoro di Adrian Paci è stato anche presentato alla 14a Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia (2014); nella 48a e nella 51a edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia (rispettivamente nel 1999 e nel 2005); nella 15a Biennale di Sydney (2006); nella 15a Quadriennale di Roma, dove ha vinto il primo premio (2008); alla Biennale di Lione (2009). Dal 2015 è membro del Comitato Scientifico di Fondazione Adolfo Pini.