Altre Attività / Speciale

Davide Allieri

STUDIO VISIT – 30 ARTISTI X 30 GIORNI
Per tutto il mese di maggio 30 giovani artisti esporranno le loro opere su sito  e social della Fondazione. Una grande mostra virtuale che si rinnova ogni giorno.

Davide Allieri

LA TECA VUOTA
….come in una relazione tra matrice e copia, tra concavo e convesso, tra bianco e nero così l’opera e
il suo display giocano una relazione biunivoca annullandosi e così completandosi vicendevolmente
sotto nuova forma. Il display, per riuscire a trasformarsi in pura opera ha bisogno del sacrificio
dell’opera stessa; la mancanza bi-direzionata da entrambi i lati spinge da una parte la scomparsa
dell’opera e dall’altra l’annullamento di funzioni pratiche: la rimozione, la sottrazione da una parte
equivale alla somma dall’altra e può generare una nuova visione. Ogni confine, ogni perimetro
svanisce assemblandosi al resto mancante. Si perde per acquisire.
Lo spazio vuoto e l’opera mancante (soggetto e oggetto) si fondono in nuova cosa. Di fronte ad un
processo ulteriore in regressione un passo ulteriore in progressione viene compiuto: quando
parliamo di un oggetto privo della sua funzione che capovolgendosi nel suo contrario si attua in
contenuto lui stesso avendo inglobato in sé anche il fantasma dell’opera mancante ma che conteneva
e sosteneva, siamo ancora fissi nell’immaginario comune di azione. Resta un’azione precisa e
classificabile e dunque ancora insufficiente per emanciparsi totalmente dalla struttura, dalle forme,
dalle avanguardie. Qua la différence vera sta nel concepire non più un contenitore svuotato della sua
opera ma un display già nato vuoto che porta dentro di sé già tutte quelle azioni in regress, in
negativo dunque.
L’opposizione contenitore-contenuto non sussiste più quando, cambiando prospettiva, si genera un
elemento già defunzionalizzato per suo concepimento rivelando la sua totale natura opposta. Un già
nato negato, cioè abortito quindi, non può più sottostare alle regole di nessun gioco, alle logiche di
nessun potere, non può essere più classificabile poiché negato già in partenza. Già nato morto si
direbbe, ed è questa la vera rivoluzione.
Questa non- narrazione muta in qualcosa che non si può definire, almeno a parole: un oggetto
emancipato che porta dentro di sé il fantasma del suo doppio in negativo, risorge come nuova
cosa…

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