Adolfo Pini

Adolfo Pini nasce a Milano il 24 novembre 1920 da Carla Bongiovanni Radice, discendente per linea materna dalla famiglia alto borghese dei Radice, e da Piero Pini, ingegnere, membro di quella illustre famiglia Pini che annovera fra i suoi membri, oltre all’ingegnere della diga di Assuan, i medici Gaetano Pini (1843/1890) e il figlio Paolo (1875/1945) che hanno dato il nome a due importanti ospedali milanesi.

Entrambi definiti “medici dei poveri”, sono noti, il primo, per i suoi studi sul rachitismo, il secondo per gli studi sull’epilessia, entrambe malattie endemiche, che essi combatterono soprattutto fra le classi più svantaggiate facendo della loro professione un autentico impegno civile.

Adolfo Pini è dunque erede di una tradizione familiare che lo porta con naturalezza verso gli studi scientifici, alla laurea in fisica e medicina e alla libera docenza in fisiologia, sulle orme del suo maestro Rodolfo Margaria, uno dei padri della fisiologia in Italia.

I suoi interessi culturali non si fermano tuttavia dentro i confini dell’ambito scientifico. Con altrettanta energia Adolfo Pini frequenta la musica, la letteratura e l’arte, in ciò accompagnato dalla guida dello zio materno, il pittore Renzo Bongiovanni Radice che ha il suo atelier nella casa di famiglia, in Corso Garibaldi 2. Unico visitatore ammesso regolarmente nello studio dello zio, Adolfo intrattiene con lui forte rapporto affettivo e intellettuale, raccoglie le sue confidenze sul suo lavoro di pittore, ne vede da vicino i turbamenti e le difficoltà, discute con lui di arte e dei rapporti tra arte e scienza, lasciando di tutto ciò un’intensa testimonianza scritta in occasione di una mostra postuma dedicata a Renzo Bongiovanni Radice nel 1978 dalla Galleria Lusarte.

Intelligente, vitale, di carattere estroverso, del tutto diverso dall’indole schiva e riservata dell’amatissimo zio Renzo, Adolfo Pini è un uomo brillante, viaggia molto, ama la vita mondana, apre spesso la sua casa a feste che coinvolgono l’alta società milanese, di cui la Fondazione conserva i libri-ricordo delle firme, com’era in uso, fino agli anni Cinquanta. Soggiorna nelle sue case di Parigi, Londra, Saint Tropez, Stresa, Miami: sempre in movimento, mai pago di inseguire eventi, concerti, mostre, godendo pienamente della sua ricchezza, prodigo di attenzioni per le persone che amava. Certamente corteggiatissimo, tuttavia non si sposerà mai.

Nel 1981 pubblica il romanzo Grigio su Grigio I, e nel 1983 Grigio su Grigio II o della piccola teoria della conoscenza. Inoltre, una raccolta di poesie intitolata I sogni, e il romanzo … E la rosa. L’isola del mondo sono invece pubblicati postumi, nel 1998, a cura della Fondazione Adolfo Pini che conserva anche alcuni spartiti di sue composizioni e testi musicali.

Dopo lunga malattia, Adolfo Pini si spegne nel 1986 nella sua casa di corso Garibaldi 2. Erede di una fortuna e, nel contempo, di una tradizione filantropica tipica di un’epoca, lascia in dono al Comune di Stresa la villa di famiglia denominata “La Palazzola” di fronte alle isole Borromee, disponendo che venga usata con finalità turistiche e culturali. Dispone che il resto dei suoi beni vada a costituire il patrimonio di una fondazione che porti il suo nome e che sia dedicata, da un lato, a promuovere la figura del pittore Renzo Bongiovanni Radice e, dall’altro, a sostenere lo sviluppo dell’arte attraverso il sostegno ai giovani artisti.