Mostre

Sejla Kameric SUMMERIS NOTOVER

OPENING
Lunedì 26 novembre, ore 18.30

27.11.2018 – 8.03.2019
dal lunedì al venerdì
10.00 – 13.00 | 15.00 – 17.00

Ufficio stampa ddl studio
T 02 89052365
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Dal 27 novembre 2018 all’8 marzo 2019, la Fondazione Adolfo Pini è lieta di presentare SUMMERISNOTOVER dell’artista Šejla Kamerić (BIH, 1976), a cura di Erzen Shkololli.

Nata a Sarajevo, Šejla Kamerić è cresciuta durante la guerra, sopravvivendo all’assedio e al bombardamento della città durato tre anni e mezzo. Questo fatto biografico ha influenzato tutta la sua pratica artistica. Negli ultimi anni ha ricevuto ampi consensi per l’impegno sociale e per il suo lavoro artistico dall’intimità commovente, basato su esperienze personali, ricordi e sogni.

Con SUMMERISNOTOVER l’artista sviluppa un progetto che si modella sullo spazio espositivo della Fondazione Pini. Il corpo di lavori in mostra riflette sulla percezione che abbiamo delle notizie, sottolineando come sia cambiato il ruolo della fotografia così come il problema dell’utilizzo delle immagini (di guerra) e della loro distribuzione. In questo senso, se storicamente guerre e rivoluzioni hanno spesso avuto inizio in primavera e in estate, oggi queste stagioni sono forse il periodo in cui utilizziamo più intensamente i social media per mettere in mostra le nostre vite. Alterando la presunta autenticità della fotografia e adoperando le stesse tecniche dei social per raggiungere un pubblico diffuso, SUMMERISNOTOVER supera la tradizionale convinzione che la fotografia esista come categoria separata e distinta. L’artista crea, quindi, un gigantesco flusso di immagini per ricordare allo spettatore che l’estate non è finita: la guerra non è finita.

Dinanzi alla vasta gamma dei meccanismi culturali della nostra civiltà contraddittoria, Šejla Kamerić si concentra quasi ostinatamente sul racconto di dettagli tratti da immagini significative. Le caratteristiche ameboidi di questi frammenti rappresentano eventi che si dissolvono in un flusso sempre crescente di rumore informativo che possono funzionare come spie di calamità sociale.

Dopo aver presentato i primi quattro progetti site-specific, The Missing Link di Michele Gabriele, Materia prima di Lucia Leuci, Memory as Resistance di Nasan Tur e Labyrinth di Jimmie Durham, la Fondazione Adolfo Pini prosegue con questa nuova mostra il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci.

Šejla Kamerić (Sarajevo 1976) attualmente vive tra Sarajevo e Berlino. Fino al 2000 ha lavorato con il gruppo di designer Trio e come Art Director nell’agenzia di marketing “Fabrika”, Sarajevo. Usa principalmente la fotografia e il video come media, giustapponendo un esplicito contesto sociale con intime prospettive. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre personali e collettive (Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Kosovo, Giappone, Regno Unito, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Israele). I suoi cortometraggio sono stati proiettati e premiati in numerosi festival (Festival internazionale del cortometraggio di Oberhausen, Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Zagreb Film Festival, International Adana Film Festival).