Casa dei Saperi

OPEN CALL SEMINARIO CON FRANÇOIS JULLIEN

OPEN CALL
SEMINARIO CON FRANÇOIS JULLIEN
L’intime en tant qu’eutopie: savoir-être en rencontre
[L’intimità come eutopia: sapere essere nell’incontro]

Sabato 21 settembre 2019, ore 10:00 – 17:00
Deadline per iscrizioni: Venerdì 6 settembre 2019

Il seminario si terrà in francese
Partecipanti: 20
La domanda di partecipazione e il seminario sono gratuiti

Nell’ambito del Progetto Casa dei SaperiNuove Utopie, la Fondazione Adolfo Pini di Milano indice un bando per la selezione di venti partecipanti al seminario condotto da François Jullien: L’intime en tant qu’eutopie: savoir-être en rencontre [L’intimità come eutopia: sapere essere nell’incontro].

Ad artisti, curatori, filosofi, psicoanalisti, sociologi, ricercatori, appassionati del pensiero del filosofo francese è offerta l’opportunità di confrontarsi per un giorno con François Jullien uno dei maggiori filosofi contemporanei, il primo ad aver portato il pensiero cinese nella filosofia occidentale.

Il seminario, a porte chiuse e della durata di un giorno, vuole riflettere sul tema dell’intimità come utopia contemporanea. “Come impedire che la presenza, instaurandosi, si sistemi? Gli amanti ne sono minacciati”, avverte François Jullien nell’incipit del suo libro Accanto a lei. Presenza opaca, presenza intima. Una pienezza routinaria dell’essere presenza diviene infatti opacità dell’altro, fino a non vedersi più, a non cogliersi nelle proprie emergenze, nei propri scarti di essere; dall’altra parte, per sfuggire a questo rischio di opacità, si mette in atto uno scarto continuo, una fuga verso una distanza che è lontananza, verso l’instabilità come forma relazionale che poi, alla fine, crea la non relazione.
Cosa è dunque la relazione oggi? Come si può dare incontro? Come poter essere nella relazione senza annullarsi, che sia nel troppo pieno o nel troppo vuoto?
Da alcuni anni François Jullien propone un nuovo pensiero dell’incontro, che nell’intimità trova la sua forma eutopica di e-sistenza, che permette all’alterità di affermarsi e insieme alla coppia di e-sistere in quanto tale, fuori dal sé e verso l’altro, attraversandosi senza appiattirsi nel “ci” anonimo dell’esserci e senza scomparire nell’eccesso di prossimità, nella fissazione della presenza.
Ma cosa è questa intimità? Questo mistero che rende l’incontro possibile?
La filosofia di François Jullien parla di vita e di esistenza e dal suo pensiero nel corso del seminario trarremo ispirazione continua per poter vivere le relazioni traendo dalla distanza una risorsa infinita per fare dell’intimo una via discreta e dissidente per essere nel “tra”, per essere nel noi.

François Jullien (1951) è titolare della Cattedra sull’Alterità al Collège d’études mondiales, presso la Fondation Maison des sciences de l’homme di Parigi. I suoi lavori, tradotti in molte lingue, animano da anni il dibattito internazionale sul rapporto tra pensiero europeo e pensiero cinese. Negli ultimi anni ha sviluppato una profonda ricerca sul concetto di Intimità letta come possibilità di creare legami e relazioni che non si perdono nell’opacità che il possesso dell’altro genera nel tempo.
Tra le opere più recenti tradotte in italiano, Pensare l’efficacia in Cina e in occidente (Laterza 2006), Quella strana idea del bello (Il Mulino 2012), Contro la comparazione. Lo «scarto» e il «tra». Un altro accesso all’alterità (Mimesis 2014), Sull’intimità. Lontano dal frastuono dell’amore (Raffaello Cortina 2014), Accanto a lei. Presenza opaca, presenza intima (Mimesis 2016), Una seconda vita. Come cominciare a esistere davvero (Feltrinelli 2017), L’identità culturale non esiste (Einaudi, 2018). L’ultimo suo libro in uscita in Francia è Pourquoi il ne faut plus dire “je t’aime” (Editions de l’Aube, agosto 2019).