Casa dei Saperi

OPEN CALL SEMINARIO CON RAFFAELE ALBERTO VENTURA

OPEN CALL
SEMINARIO CON RAFFAELE ALBERTO VENTURA
Oltre la crisi. Il ruolo della cultura in una società che cambia.

Sabato 21 marzo 2020, ore 10:00 – 17:00
Deadline per iscrizioni: Lunedì 9 marzo 2019

Il seminario si terrà in italiano
Partecipanti: 20
La domanda di partecipazione e il seminario sono gratuiti

Nell’ambito del progetto Casa dei Saperi – Nuove Utopie, la Fondazione Adolfo Pini di Milano indice un bando per la selezione di venti partecipanti al seminario condotto dal saggista e autore Raffaele Alberto VenturaOltre la crisi. Il ruolo della cultura in una società che cambia.

A sociologi, antropologi, filosofi, artisti, curatori, studenti e ricercatori, soprattutto “non strutturati”, professionisti del mondo dell’arte e della cultura, e a chi sia interessato a un’analisi critica di quale sia il ruolo della cultura in una società in costante trasformazione, è offerta la possibilità di confrontarsi per un giorno con Raffaele Alberto Ventura. Saggista, classe 1983, autore di un testo, Teoria della classe disagiata (minimum fax 2017), che ha innescato un dibattito insolitamente intenso sulle aspirazioni e le prospettive dell’attuale generazione di venti-trenta-quarantenni – i millennial – divenendo un vero e proprio caso editoriale.

Il seminario, a porte chiuse e della durata di un giorno, vuole riflettere sul ruolo della cultura nella nostra società e sulle trasformazioni in corso nel mondo del lavoro. A cosa serve la cultura? Endemicamente riemergono gli interrogativi sull’utilità del sapere, della cultura, della ricerca. È la domanda che si pone una generazione che ha imparato a fare i conti con i limiti di quelle istituzioni – l’università, la scuola, l’industria editoriale, il mondo dell’arte – tradizionalmente considerate i centri di produzione della Cultura, e che non sembrano più in grado di garantire la realizzazione di aspirazioni esistenziali. A partire dal ripensamento di Teoria della classe agiata di Thorstein Veblen, del 1899, Raffaele Alberto Ventura elabora la sua Teoria della classe disagiata, definendo i contorni di una classe «troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle», composta da venti-trenta-quarantenni alle prese con la necessità di combinare indipendenza economica e aspirazione – spesso frustrata – a lavorare nel campo della cultura, dell’arte, della ricerca. Nella prospettiva di Ventura, a questo disagio esistenziale dei millennial sovraeducati si connette la guerra attuale al concetto di “competenza”, sempre meno intesa come criterio per l’assegnazione del merito o per discernere le fonti dell’informazione, e sempre più spesso intesa come inutile (e costosa) sovrastruttura di un’élite privilegiata. Se il primo volume di Ventura, Teoria della classe disagiata, è la pars destruens, di decostruzione delle illusioni, il secondo, La guerra di tutti (2019) è una riflessione sulle conseguenze politiche del disagio, da cui possano emergere nuovi scenari di sostenibilità – economica ed esistenziale, anche oltre la crisi. Il seminario si comporrà, nello specifico, di due moduli. Il primo modulo vuole rispondere alla domanda: quale ruolo per la cultura e il sapere oggi? Sarà dedicato all’analisi dell’attuale scenario lavorativo in ambito culturale, alla definizione di alcuni concetti fondamentali, come quello di bisogno, competenza, status. Il secondo modulo verterà piuttosto sulle possibilità di trasformazione dell’attuale contesto, sull’apertura di nuovi possibili orizzonti. Che dal disagio possa nascere una rivoluzione?

Raffaele Alberto Ventura(1983, Milano) vive a Parigi dove collabora con il Groupe d’études géopolitiques e la rivista Esprit.
Oltre alla sua pagina Eschaton (http://www.eschaton.it/blog/) cura una rubrica per Wired. Per minimum fax ha pubblicato Teoria della classe disagiata (2017) e La guerra di tutti (2019). Il suo terzo libro uscirà per Einaudi a settembre 2020.