Storie Milanesi

Gae Aulenti

Storie Milanesi si arricchisce anche quest’anno di un nuovo personaggio della cultura milanese e di una nuova storia: quella di Gae Aulenti, che fa il suo ingresso all’interno di www.storiemilanesi.org progetto della Fondazione Adolfo Pini curato da Rosanna Pavoni, con la collaborazione del Comune di Milano e
il contributo di Fondazione Cariplo. Attraverso le narrazioni di Gianni Biondillo, le gallerie di fotografie molte delle quali inedite, gli approfondimenti sui quartieri e sulle storie che li hanno coinvolti negli anni, il progetto racconta diciassette fra i maggiori protagonisti del mondo culturale milanese.

Con l’entrata di questo nuovo personaggio, Storie Milanesi ci porta ancora una volta fino alla soglia della casa studio, in via Fiori Oscuri 3, alla scoperta di un luogo, che racconta la donna che vi ha vissuto e lavorato come pochi testi potrebbero fare. In questo luogo si sono raccolte e stratificate le tracce e i riferimenti di tutta una vita, curiosa e ricca di collaborazioni. La casa da un lato, lo studio dall’altro in continuo dialogo tra la vita privata e professionale perché ognuna potesse trarre ispirazione  dell’altra, è qui che l’Archivio Gae Aulenti ha sede, perché si possano cogliere, insieme ai progetti, le storie tra le righe non ancora raccontate.

Gae Aulenti, pseudonimo di Gaetana Emilia Aulenti (Palazzolo dello Stella, 4 dicembre 1927 – Milano, 31 ottobre 2012), è stata una designer e architetto italiana, particolarmente dedita al tema dell’allestimento e del restauro architettonico. Considerata una dei migliori architetti della sua generazione, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del design internazionale.

Quando ho immaginato Storie Milanesi ho pensato a un luogo digitale che facesse emergere patrimoni di storie, di luoghi, di quartieri, di cultura per costruire il racconto di Milano” ricorda Rosanna Pavoni “in Storie Milanesi ho scelto di usare come voce narrante i luoghi dell’abitare, le case, gli studi, gli atelier di persone che alla città hanno intrecciato la propria professione, le proprie passioni, insomma la vita. Persone che hanno esse stesse creato patrimoni di cultura oggi aperti e disponibili a tutti. Con Gae Aulenti e la sua casa studio si apre un nuovo dialogo con Milano e con le sue storie.”